sabato 28 febbraio 2015

Tassi d' interesse 0. Conseguenze

Sono ormai anni che viviamo in un contesto con interessi delle banche centrali pari a 0.
Qualcuno ha mai pensato a cosa servono realmente i tassi di interesse a 0.
Facciamo un piccolo ragionamento logico.
Gli imprenditori hanno lo scopo di ricavare un profitto dai loro investimenti, giusto?
Mi rispondo da solo, SI.
Supponiamo che esista un settore che promette profitti pari al 10% dell' investimento.
Cosa accade? Come si comportano gli imprenditori?
Chiaramente, l' imprenditore, essendo uno squalo, appena vede il sangue ci si fionda.
Così in quel settore entreranno tanti imprenditori.
L' entrata in quel settore di tanti imprenditori comporterà un aumento della concorrenza ed una diminuzione dei profitti.
Ora domandiamoci, fino a che punto si potranno abbassare i tassi d' interesse.
Secondo me, gli imprenditori investiranno fino a quando il profitto ricavato sarà pari al profitto che avrebbero ricavato se avessero investito in un settore più sicuro. Nei tempi passati, l' investimento più sicuro, erano i bot. Se ho la possibilità di fare un investimento lo farò in un campo rischioso solo se mi promette un profitto superiore ad un investimento fatto in sicurezza.
DOMANDA CENTRALE.
Quale è oggi il profitto ricavabile da un investimento?
E' ZERO.
Per questa ragione oggi abbiamo negozi chiusi, imprese chiuse, disoccupazione.
Ma è sempre vero?
NO.
Ci sono settori nei quali esistono barriere che non permettono l' entrata di nuovi imprenditori, è in questi casi che il profitto continua ad esistere.
I settori che ancora fanno profitti, sono quelli oligopolistici e monopolistici, perchè in questi settori il profitto non è determinato dal mercato, ma solo dalle imprese attrici.

Quindi capite bene quale è l' obiettivo che si persegue attraverso il permanere di tassi d' interesse pari a 0.

Se non lo capite, ve lo esplicito io.

Con i tassi d' interesse pari a 0, gli unici imprenditori che faranno profitti sono le multinazionali.
I piccoli imprenditori che lavorano in mercati aperti saranno spazzati via.


P.s. non ditemi che nella telefonia, nella produzione di automobili, o di pc etc... c'è concorrenza. Se facciamo un esempio sulla telefonia, in Italia ci sono 5 operatori che si spartiscono 60 mln di clienti, la concorrenza è altro.




martedì 28 ottobre 2014

Gli interessi

Gli Interessi

Un breve post per porre una domanda molto banale.
Perché gli interessi, ossia il compenso per il prestito di denaro è vietato da tutte le religioni, opss quasi tutte?
Leggendo su wikipedia alla voce interesse, troviamo anche questa frase - Successivamente interviene la riforma luterana e le idee di Calvino a sostenere la necessità di accettare il pagamento di interessi. –
Che vuol dire?

Forse fino alla riforma luterana e calvinista, l’ interesse non era ammesso?
E come potevano vivere senza il tasso d’interesse?

Io non voglio svelare niente. Voglio solo chiedere come era possibile vivere senza gli interessi sul debito, anzi vorrei capire perché applicare interessi su un prestito era, ed è, ritenuto ancora un peccato grave.
Sempre su wikipedia sembra che un Papa abbia dato una risposta, il tasso d’interesse si calcola sul tempo e il tempo è un bene comune, quindi non si può vendere. Stupenda risposta sulla quale si potrebbe filosofeggiare ore e ore. Ma forse oggi dovremmo ricordare a quel Papa, che tutti i beni comuni oggi, per essere usati, devono essere pagati. Ad esempio anche i parcheggi su suolo pubblico, o prestazioni in ospedali pubblici, oppure l’ acqua. Anche per cacciare si paga, così come per pescare.

Come è cambiato il mondo.


Sempre su wikipedia, alla voce usura, verso la fine si legge anche che Keynes avrebbe detto che gli interessi sono giustificati dall’ efficienza marginale del capitale.

In sostanza Keynes dice, siccome tu prendi in prestito i soldi per acquistare un macchinario, che ti permette di produrre con un costo inferiore del 20% un prodotto, hai la possibilità di riconoscere al tuo finanziatore un interesse per il fatto che ha rinunciato ai suoi soldi per permetterti un maggior efficientamento.
Una domanda.
Esiste l’ efficienza marginale?
E ammesso che esista, che effetti produce?

Il dubbio che vorrei girare ai lettori è questo.
Supposto che ho comprato il macchinario con una produzione più efficiente del 20%, che succede ai macchinari con efficienza minore? Che per caso vengono buttati? Ma che il guadagno di uno è uguale alla perdita di un altro?
Se è così e mi ricollego ad un mio vecchio post, c’è qualche correlazione tra i debiti pubblici e quello che ho appena detto?
Non è che lo Stato, o il privato, fanno debito per permettere a chi ha un macchinario meno efficiente di non rimetterci tutto il macchinario?
E se è così, non è possibile che la maggior efficienza debba sempre nutrirsi della inefficienza di qualcun altro?

Ritorno alla domanda precedente, esiste l’ efficienza marginale in generale o esiste solo quella privata?
E’ possibile perseguirle contemporaneamente?

Soprattutto quando un tasso di interesse diventa usura?
Perché sempre su wikipedia ho letto che nei tempi antichi, ma molto antichi, si applicavano tassi del 6/8/12% al massimo ed erano già usura, ora tali tassi, nella nostra società sono abbastanza normali, anzi anche bassi per alcuni.


martedì 7 ottobre 2014

Nuovo approccio al blog, l' Europa protestante contro quella cattolica.

Riscrivo, dopo un bel po di tempo.
Nel frattempo, ho avuto modo di riflettere, e sono giunto a nuovi punti di vista.
Quella che stiamo vivendo in Europa, non è una crisi economica, non è neanche una crisi finanziaria.
Questa è solo e soltanto una crisi di natura religiosa.

Sono giunto a questa conclusione partendo da diversi approcci, e tutti, mi hanno condotto a questa riflessione.
Il primo approccio, è nella crisi economica europea.
Nessuno, finora, ha notato che i famosi cattivoni, definiti crudelmente PIIGS, ossia Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna, sono i Paesi dii tradizione e cultura cattolica?
Possibile che i maiali siano solo e soltanto i cattolici?
Non c'è nell' ignobile nomignolo, neanche un Paese protestante.
Mi si contesterà, forse, che la Francia è cattolica, ma non è nella lista.
Ed è facile rispondere a questa contestazione. La Francia ha la bomba atomica, e soprattutto, ultimamente spara senza ritegno.

Ora, appurato che l' ignobile nomignolo, distingue, non i Paesi virtuosi da quelli meno virtuosi, ma quelli protestanti da quelli cattolici, potremmo continuare ad illustrare questa tesi inserendo anche quella che è la Parola che promette la Grazia e la Salvezza a questi maiali, o scusate ai PIIGS.
Provi il lettore a immaginare come è promessa la salvezza per questi Paesi.

LAVORO?

PARTECIPAZIONE?

DEMOCRAZIA?

Sparate parole su parole, provate, ma alla luce del discorso di sopra dovreste non aver troppe difficoltà.



Ve lo dico io come, secondo loro, i maiali si possono salvare?

CON LA RIFORMA.

R-I-F-O-R-M-A

C'è parola che in maniera più chiara possa delineare quanto ho detto prima?

Possibile, che nessuno, finora, abbia notato queste cose?
Possibile, che nessuno ha notato che i Paesi europei commissariati sono solo quelli cattolici?
Possibile che nessuno ha notato che l' unica salvezza data a questi Paesi è in quella parola, RIFORMA, ossia la stessa parola che usò Lutero?






In questi giorni si sta compiendo un ulteriore atto, collegato a quanto sopra, che illuminerà le nostre coscienze nel prossimo anno, IL SINODO SULLA FAMIGLIA.



venerdì 31 gennaio 2014

Globalizzazione e protezionismo

C'è una riflessione che negli ultimi giorni mi frulla in testa, "ma perchè i beni prodotti all' estero, godono dei stessi servizi dei beni prodotti in Italia?"

Il concetto è molto semplice, le imprese che producono sul territorio italiano, pagano le tasse sia sugli operai, sia sui profitti che realizzano. Queste tasse servono per pagare ad esempio la polizia e i giudici, che garantiscono la proprietà di quei beni e quindi i pagamenti da parte dei clienti ad esempio, oppure evitano che, mentre le merci viaggiano, possano essere rubate. Queste stesse tasse servono per pagare la costruzione di strade, ferrovie e aeroporti, avere una rete capillare ed efficiente di snodi logistici permette a chi vende di poter abbassare i costi dei trasporti. Per assurdo, queste stesse tasse, servono per pagare le pensioni o gli ospedali, che permettono di mantenere in vita persone che comprano beni e servizi.
Tutti i servizi sopra elencati sono solo una parte di ciò che viene offerto a chi vende in Italia, però sono pagati solo da chi produce in Italia.
Un altro esempio facile facile, i Marò stavano su quella nave, perchè nei mari in cui viaggiavano la sicurezza non è garantita, però nessuna nave indiana ha bisogno di scorte armate per girare sul mediterraneo.
La sostanza è questa, le imprese italiane pagano i servizi 3 volte, li pagano per loro, per chi vende (e gli fa concorrenza), e li pagano per loro quando vanno all' estero.

Se il discorso può ispirare il lettore a pensare al protezionismo, il discorso seguente invece si riferirà a quello che potrebbe essere definito un furto ai danni dei paesi più ricchi a vantaggio di quelli più poveri.

La globalizzazione, ossia l' apertura dei mercati mondiali, l' abbattimento dei dazi etc... ha comportato un furto a tutti i paesi che per secoli hanno lavorato sulle proprie infrastrutture sia materiali che immateriali.
Quando la Cina vende in Italia, usa le nostre infrastrutture a gratis (o quasi) e anche quando l' Italia vende in Cina usa le infrastrutture cinesi a gratis (o quasi), il problema è che le infrastrutture italiane sono costate e costano tanto perchè sono tante, quelle cinesi invece sono molto di meno. In sostanza abbiamo messo in comune con altri le nostre infrastrutture, solo che noi ne abbiamo x, gli altri molto meno.
Attenzione lo stesso discorso vale anche per altri paesi, Francia, Spagna, Usa etc...

giovedì 17 ottobre 2013

La crisi sta per finire (se qualcuno si fa gli affari suoi)

Per capire se finirà la crisi e quando finirà, bisogna avere una teoria guida,  e io voglio basarmi sulla teoria dei cicli economici di Juglar. Sappiate che non ho mai letto un libro di questo tizio, soltanto che sono sempre stato convinto che ci sono dei cicli economici e che sono di circa 7/10 anni l' uno, così sono andato su wikipedia ho messo cicli economici e mi è comparso questo signore, che tutto sommato la pensava come me. Lui mi ha inoltre inquadrato un po meglio  il problema, facendomi riflettere sul ciclo di espansione e riduzione del credito.
Sinceramente su wikipedia c'era poco, quindi non accollerò a Juglar, niente di quello che dirò, anche se era necessario nominare chi ha ispirato il profondo pensiero che seguirà.

Cercherò di ragionare in modo semplice, perché quando il ragionamento è complicato, spesso è poco chiaro quello che si pensa.
Primo indizio, espansione del credito e riduzione delle riserve frazionarie.
In sostanza chi presta i soldi li ha prestati tutti, e non ne ha più da prestare. Quindi che si fa ?
Be, semplice, si comincia a rientrare dei prestiti effettuati, in sostanza si ricompone la riserva frazionaria riducendo il credito. Come si riduce il credito senza chiudere le banche? Si aumentano i tassi di interesse, se prima si prestava 100 con interessi 1, ora presto 20 con interessi a 5, stesso introito 1 e 1, ma riduzione del credito erogato. Si ricostruisce in parte la riserva.
In poche parole, se chi presta i soldi, ne presta sempre di più, non rientra mai dei soldi che presta, anzi gliene escono più di quanti gliene rientrano. Così ad un certo punto, anche il creditore deve rientrare, si diminuiscono i prestiti, e quelli nuovi, fatti ad interessi maggiori rientrano prima per via degli interessi maggiori.
Se avete letto il mio post "LA CRISI ECONOMICA", capirete che ci troviamo nel 2006, e quindi capite anche perché molte imprese falliscono.
Ma nel mentre molte imprese falliscono, ce ne sono altre che resistono, spesso quelle che hanno liquidità sufficiente per sopportare le perdite generate dall' aumento degli interessi, oppure quelle che sono in grado di pagare interessi maggiori perché hanno utili maggiori . Stesso discorso per i privati che hanno un mutuo, chi ha risparmi, o redditi elevati, può continuare a ripagare il debito, gli altri purtroppo perderanno la casa. (PER ORA VOGLIO TRALASCIARE IL PROBLEMA DEGLI INTERESSI SUI CICLI ECONOMICI PERCHÉ NE DISCUTERÒ IN UN ALTRO POST, vi preannuncio però che secondo me sono proprio gli interessi a creare questi cicli)
Ricapitolando, abbiamo banche che erogano meno credito, nel frattempo abbiamo debitori che rientrano dei debiti e che non ne contraggono di più. Si ha dunque un saldo positivo della riserva frazionaria, ossia escono meno soldi e rientrano quelli già usciti (anche se i fallimenti derivanti da questa situazione, rendono più lunga la ricapitalizzazione).
Mi si dirà, ma aumenta la disoccupazione, falliscono le aziende, quindi è difficile che si ricapitalizzi, anzi probabilmente si distrugge molto capitale. Ed è vero, più aumenta la disoccupazione, più imprese falliscono e più dura il processo di ricostruzione delle riserve.

Ma comunque si sta realizzando un processo di aumento delle riserve.

Quando le banche avranno ricostruito le proprie riserve, allora si sarà una riduzione degli interessi, perché aumenta lo stock di credito da offrire. E si ricomincia con il ciclo. Più il credito costa poco, più il credito aumenta ed è più facile ripagarlo, quindi diviene sempre meno costoso, fino a quando non si arriverà ad aver prestato tutto il prestabile e quindi aumentano gli interessi e così via.
Se avete letto il post sulla crisi economica, forse potrete darmi ragione.
Se avete letto il post su "L' ITALIA HA SALVATO L' EURO", forse mi darete ragione anche sul seguito.
Partiamo innanzitutto da una considerazione, quando le cose vanno bene si interviene poco, quando le cose vanno male, molti sono presi dal panico e fanno più danni di quelli nei quali sono immersi.
Chiaro è che attraversare il mare in tempesta con una nave solida è meglio che con una pessima nave (euro), come è altrettanto chiaro che se si cade nelle sabbie mobili, più ci si muove e più si affonda (TROIKA).
Comunque, secondo me siamo nel punto di inversione, sperando che nessuno faccia mosse azzardate, tipo prelievo del 10% sui conti correnti (quindi riduzione del risparmio), potremmo sperare di invertire la rotta il prossimo anno e quindi di vedere diminuire la disoccupazione tra un paio d' anni, e tornare a crescere a breve.
Dico questo per un semplice motivo, gli interessi sui debiti pubblici diminuiscono, i risparmi stanno aumentando, gli interessi sui mutui stanno diminuendo, in sostanza sembra che le riserve si stiano ricreando e che si ricomincia ad offrire credito.
Il credito però, è ancora costoso, e quindi, soprattutto in una fase recessiva, c'è poca domanda. Ma sul mercato sono rimaste le imprese che riuscivano a pagare alti interessi, quindi, ora che gli interessi sono più bassi, queste imprese aumentano il profitto, un maggior profitto spinge le stesse imprese a rafforzare la propria posizione di mercato (investimenti) e spinge anche nuovi soggetti ad entrare nel mercato (nuovi investimenti), gli investimenti creano lavoro, che crea reddito, che crea depositi bancari, che aumenta la riserva frazionaria, che spinge a nuovi prestiti, sempre a prezzi più bassi (l' offerta sta aumentando), quindi le imprese fanno più profitti e così via. (QUANTO MI PIACE LA TEORIA DEI SISTEMI AUTOPOIETICI DI MATURANA E VARELLA....)

Quindi tenete duro, l' Italia, malgrado l' euro sta resistendo bene a questo ciclo, e secondo me manca poco, se non fanno qualche casino, come in Grecia.
Il grande vantaggio italiano, sono state le banche, che nella fase di discesa del ciclo, hanno retto molto meglio di tutte le altre, inoltre il debito pubblico al 7% se lo sono comprato loro, e quindi si stanno ricapitalizzando le banche italiane, i greci invece hanno fatto debiti con la Troika e quindi si sta ricapitalizzando la Troika.


mercoledì 16 ottobre 2013

SHUTDOWN

Falliranno gli USA?

Sono ormai due settimane che va avanti il balletto tra democratici e repubblicani, i primi che chiedono di alzare, un' altra volta il tetto del debito, e i secondi che chiedono di ritirare l' Obama care, pena il fallimento.
Mi terrò fuori dal discorso politico, anche se, comunque c'è da chiedersi che ha fatto Obama in questi anni se salta l' Obama care, e mi terrò, invece sul discorso finanziario, quindi falliranno gli USA?

E' chiaro che in realtà gli USA sono già falliti da un pezzo, non ricordo se negli ultimi 18 mesi hanno alzato l' asticella del debito 1 o 2 volte, ma poco importa, il fatto è che la vorrebbero alzare un' altra volta.
Così abbiamo gli USA che alzano il tetto del debito, l' Europa che si ammazza per pagare il debito, il Giappone che è da vent' anni in deflazione per pagare il debito, in sostanza abbiamo che i paesi più ricchi del mondo sono anche quelli più indebitati. Si scopre dunque che qualunque Paese sviluppato e ricco, è anche fortemente indebitato.
Qui, è il nocciolo, i Paesi ricchi sono indebitati, molto indebitati, sempre più indebitati.
Cosa strana è vedere che invece i Paesi più poveri, non hanno questi problemi, anzi hanno il problema opposto, non riescono a vendere il loro debito, e quindi non riescono ad indebitarsi.
Quindi, da una parte abbiamo i Paesi ricchi, pieni di debito, e dall' altro abbiamo i Paesi poveri con pochi debiti, non so se è casuale, ma è comunque strano vedere che per essere ricchi, bisogna avere debiti. E' una delle mie massime da sempre, "se hai un debito, vuol dire che hai i soldi" sfido chiunque a negarlo?

Dunque, alla fine della storia si scopre che per essere ricchi bisogna avere debiti, ma cosa strana si scopre anche che tutti i Paesi ricchi, invece di dire ai Paesi poveri, fate come noi, così diventerete ricchi anche voi, no, dicono facciamo anche noi come i Paesi poveri, facciamo meno debito così diventeremo più ricchi.
E' questa l' era degli assurdi, quella in cui anche gli asini volano.
D'altronde basterebbe dare un connotato positivo alla parola debito, che so chiamarlo ammortamento degli investimenti, e tutto cambierebbe, e si scoprirebbe  che l' elevato debito USA è un investimento sulla salute degli americani, oppure che l' alto debito italiano è un investimento sulla salvaguardia del territorio, oppure che l' alto debito tedesco (maggiore di quello italiano) è un investimento sul settore finanziario. Chiaro che chiamandolo ammortamento, sorgono altri problemi, dai quali mi tengo per ora alla larga, ossia, ad esempio, il ritorno dell' investimento è superiore agli interessi, oppure investiamo in questo o in quello.
Non è strano scoprire che in un sistema che emette moneta a debito, quando si ha molta ricchezza, si ha molto indebitamento, sarebbe strano l'opposto, ossia un Paesi ricco con poco debito, o meglio con poca moneta.

Questo breve post ha un unico scopo, e quindi ne ha tralasciati molti, che erano sicuramente pertinenti e più sensati, cioè quello di porre in luce che in quest' era, molte rappresentazioni della realtà si allontanano così tanto dalla realtà stessa che sembrano più oniriche che reali. Quando si scopre che i Paesi più ricchi, sono anche quelli con maggior debito pubblico, e invece di suggerire ai più poveri, di seguire la stessa strada, si suggerisce ai più ricchi di seguire la strada dei più poveri, bé, signori, io perdo il filo di ogni logica, me ne scuso, è colpa mia che non comprendo e annoio anche voi su queste mie strane follie.

lunedì 14 ottobre 2013

Gli italiani hanno salvato l' EURO, ora che facciamo?

Per comprendere questo post, è necessario tornare indietro nel tempo, più precisamente al 2009.
In quell' anno, nel bel mezzo di un disastro finanziario globale, le banche dei Paesi europei, sia core che periferici, cadevano come birilli, una dopo l' altra. In Germania, Francia, Spagna, Grecia, Belgio, Olanda, Portogallo, Irlanda le banche fallivano una dopo l' altra.
TESTO RIPRESO DA WIKIPEDIA (se volete non leggetelo, tanto scoprirete che tutte le banche euro erano fallite, tranne quelle italiane).  A beneficiare degli aiuti di stato sono stati anche altri due grandi grossi gruppi finanziari: Dexia e Fortis. La prima, banca specializzata nei prestiti alle collettività locali, finanziandosi in gran parte a breve termine, vendendo obbligazioni agli investitori o indebitandosi verso altre banche, si trovò particolarmente esposta alla crisi del credito e al clima di sfiducia tra gli istituti finanziari non più disposti a prestarsi denaro tra loro. Il governo belga intervenne per primo iniettando liquidità per 3 miliardi di euro insieme agli azionisti belgi. Anche il governo francese, in parte attraverso Cdc, la Cassa Depositi transalpina a controllo statale, intervenne riservandosi una parte consistente del capitale della banca. Il Lussemburgo partecipò al piano di salvataggio con una relativamente piccola quota di capitale.[36] Anche il gruppo bancario belga-olandese Fortis subì una parziale nazionalizzazione. Pesantemente danneggiata a fine settembre dal crollo della borsa, ricevette il soccorso dei governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo. Il contributo più importante fu quello belga; di proporzioni inferiori quello del governo olandese, mentre quello lussemburghese fu il più ridotto.[36]La valutazione al ribasso delle stime sulla solidità di Hypo Real Estate e la conseguente richiesta di rifusione da parte dei creditori causò il rischio di tracollo dell'istituto tedesco. Guidata dal governo di Berlino, dalla Banca centrale tedesca e dalla BaFin, l'authority tedesca di controllo dei mercati finanziari, il piano di salvataggio della HRE fu il più grande della storia tedesca.[37] Il governo tedesco intervenne anche su Sachsen Lb, West Lb e Ikb, optando per una strategia diretta ad assicurare la capitalizzazione di banche e compagnie assicurative e la garanzia sui titoli di nuova emissione.[73] Altri piani di salvataggio vennero predisposti da Svezia, Danimarca, Portogallo, Grecia e Olanda.[74]Gli aiuti effettivamente erogati dai governi alle banche dei rispettivi sistemi nazionali furono 1.240 miliardi di euro (10,5% del Pil Ue), per la maggior parte elargiti in forma di garanzie (757 miliardi), la restante parte attraverso ricapitalizzazioni (303 miliardi), gestione di titoli (104 miliardi) e linee di credito (77 miliardi). I tre maggiori mercati bancari europei beneficiati dagli aiuti furono quelli Germania, Francia e Gran Bretagna.[75] Ai dieci maggiori istituti di credito europei furono destinati 620 miliardi, mentre le successive venti banche ricevettero il 25% del totale. Trai maggiori dieci istituti figuravano: Rbs, Hypo, Lloyds Banking Group con oltre 74 miliardi, Dexia, Fortis e Anglo Irish con quasi 50 miliardi ciascuna, HSH Nordbank, Allied Irish, Ing e Credit Agricole con circa 25 ciascuno. Gli ultimi due hanno in parte restituito i capitali incassati.[75] In totale è stato calcolato che il costo dei salvataggi bancari nel mondo produsse un aumento del debito consolidato dei paesi del G7 (dove era compresa anche l'Italia) di 18.000 miliardi di dollari, fino a un livello di indebitamento mai toccato di 140.000 miliardi. Dell'ammontare totale dei 18.000 miliardi, 5.000 miliardi furono il prodotto dell'azione delle banche centrali del G7 (ossia Fed, Banca del Giappone, Banca d'Inghilterra e Bce).[76] 

Mentre tutte le banche europee fallivano, l' Italia viaggiava tranquillamente, quasi indifferente alla crisi finanziaria mondiale, il perché era molto semplice, le banche, la finanza (come gran parte di ciò che esiste nel mondo) sono nate proprio qui, e fregare gli italiani su queste cose non è impossibile, ma è abbastanza difficile. Anche il mercato immobiliare, mentre nel mondo crollava, in  Italia, tutto sommato, resisteva egregiamente.

Poi arrivò l' armageddon, ed era stato preannunciato già da alcuni anni. Arrivò il decimo anno di euro, ossia cominciarono ad andare in scadenza i primi BOT decennali contratti in euro, questo avvenne in tutta Europa.
In sostanza mentre tutta l' Europa, ad eccezione dell' Italia, finanziava le banche, si cominciavano a rinnovare i debiti europei. Così mentre il mondo aveva bruciato trilioni e trilioni di dollari ed euro per salvare le banche, l' Europa doveva cominciare a rinnovare una parte consistente del proprio debito, e per farlo, non c' erano euro a sufficienza. I tedeschi, quelli che avevano accumulato 1600 mld di euro in surplus commerciali, non erano in grado di ricomprasi i debiti in scadenza, perché gli avevano appena usati per salvare il proprio sistema finanziario. Fino a quei giorni, io pensavo che i debiti statali venivano pagati con la vendita di nuovi titoli statali, invece, in quel periodo, cominciò a girare la voce che gli stati dovevano pagare realmente i propri debiti in scadenza, infatti, chi deteneva i titoli in scadenza, aveva estrema necessita di liquidare i propri crediti, non certo di rinnovarli. Non a caso nel 2011 gli istituti tedeschi cominciarono a vendere titoli italiani e non solo.
Non essendoci moneta a sufficienza per ricomprare i titoli di nuova emissione, che servivano a ripagare i debiti vecchi, malgrado i tassi di interesse volassero a livelli inauditi, vedi Grecia 10%, Italia 7%, Portogallo 10%, Spagna 7%, cioè livelli da Paesi del terzo mondo, sembrava proprio che i nuovi titoli fossero invendibili, a qualsiasi prezzo, e probabilmente lo erano, non c'erano proprio euro a sufficienza (senza LTRO cosa sarebbe successo?)
Nel frattempo, in Germania, le banche, ormai quasi completamente statalizzate, perseguivano obiettivi politici, quindi, malgrado Francia, Italia, Spagna, Grecia e Portogallo offrivano interessi strabilianti, quelle banche, in barba al mercato, compravano solo debito tedesco che dava rendimenti negativi.
Ma la finanza tedesca non aveva calcolato che così facendo, ossia non ricomprando i debiti in scadenza, gli altri Stati sarebbero falliti. Così accadde in Grecia. Malgrado gli strabilianti interessi offerti, nessuno comprava il debito di nuova emissione e così i greci non potevano ripagare i debiti scaduti. I debiti greci erano in mano a Francia e Germania, che avendo appena speso centinaia di mld per salvare le loro banche, adesso si trovavano nuovamente nei guai. Si fecero forza e accettarono, loro malgrado, qualche perdita. Ma poi, congelata la situazione greca, non si poteva non pensare che gli altri Paesi che avevano rinnovato i debiti ad interessi impensabili, non fallissero. Portogallo, Spagna stavano per fallire. E ancora Germania e Francia  rischiavano di non veder rimborsato il proprio credito. Eravamo alla fine del 2010 e in mezzo a questo marasma, c' era un Paese, l' Italia, che non aveva ancora visto balzare alle stelle il proprio debito, malgrado la crisi finanziaria e malgrado l' aumento degli interessi sui debiti di nuova emissione (stavo però per perdere la Libia...).
Fu proprio allora che si chiese all' Europa, ma in realtà all' Italia di salvare l' Euro. Furono varati i piani di salvataggio. Tali piani per molti Paesi, soprattutto per alcuni finanziatori, erano semplici partite di giro, ossia la Germania dava aiuti, soldi, alla Grecia, la quale pagava i debiti alla Germania. Così valeva anche per la Francia, ma non era così per l' Italia, terzo contributore degli aiuti. Fu allora, che anche in Italia, il debito pubblico cominciò a salire. Fu allora che venne Monti e salvò l' euro con i soldi degli italiani.
Subito fu bloccata la circolazione monetaria. I soldi italiani, molti, dovevano finire nel sistema finanziario per poter contribuire agli aiuti ai paesi debitori della Germania  e per ricomprare il debito italiano che scadeva sia in mano italiana, sia tedesca sia estera in generale. Quindi dovevano bloccare tutta la liquidità.
Le leggi più importanti varate da Monti, come il limite al contante, lo spettro del redditometro e dello spesometro, la centralizzazione delle tesorerie locali, la riforma delle pensioni con le migliaia di esodati (gente senza soldi, ne privati, ne pubblici) servirono proprio a questo, bloccare la liquidità nelle banche italiane e ridurre anche la liquidità da investire nell' economia.
Con la liquidità, derivante dalle operazioni Monti, aiutato anche da Draghi (chissà perchè le banche italiane furono le maggiori beneficiarie dell' LTRO, dubito che i tedeschi l' avrebbero permesso a cuor leggero) le banche italiane poterono rifinanziare il debito italiano, premiate anche con degli ottimi rendimenti e nel mentre, agli italiani, venivano richiesti anche un mucchio di soldi per aiutare gli stati in fallimento, Spagna, Grecia, Portogallo etc.., così si vararono i famosi fondi salva-stati, salva-banche, peccato che l' Italia è l' unico Paese che ha messo, e ancora mette, i soldi nei fondi e poi non li rivede più, mentre la Spagna li mette e poi se li riprende per pagare i debiti, mentre la Germania li mette e se li riprende per incassare i debiti.
Per questo dico che l' ITALIA ha salvato l' euro.
Perché i risparmi italiani hanno fatto da garanzia all' intero sistema euro.
Perché poi gli italiani la vedono diversamente da me, o perchè i tedeschi invece pensino di salvare loro l' euro,. fa parte di altri appunti al post "LA COLPA E L' EURO".

Ora che facciamo? Usciamo dall' euro, non abbiamo nessun problema a farlo, anzi vista la nostra solidità economico finanziaria siamo l' unico Paese a poterlo fare o cominciamo a trarre i benefici degli sforzi fatti in questi anni (se ci riusciamo visto che noi siamo cattolici).

"Fai del bene e scordatene, fai del male e pentiti"


NB So che molti penseranno che è una ricostruzione fantasiosa, che in realtà l' Italia è brutta e cattiva e poveraccia, ma non è così, sono pochi i Paesi con cittadini ricchi come gli italiani. Comunque a tutti gli italiani che parlano male degli italiani, dico continuate, perché senza autocritica non si può crescere, ma è anche vero che senza sapere dove si è non si può sapere dove andare ......